Polizze catastrofali obbligatorie 2026: proroga per turismo e ristorazione e perché assicurarsi conviene
Michele LomazziHead of P&C Product di Wopta Assicurazioni
02/02/2026Il decreto Milleproroghe 2026 (DL 200/2025) ha prorogato la scadenza per l'adeguamento all'obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali: le micro e piccole imprese del settore turistico e della ristorazione dovranno mettersi in regola entro il 31 marzo 2026, non più entro il 31 dicembre 2025. Questa modifica coinvolge alberghi, bed & breakfast, bar, ristoranti e pubblici esercizi, settori che rappresentano una parte fondamentale del tessuto economico italiano e che sono particolarmente esposti ai danni derivanti da eventi naturali estremi.
Perché le catastrofi naturali preoccupano sempre di più le imprese italiane
Secondo l'Allianz Risk Barometer 2025, in Italia le catastrofi naturali si posizionano al secondo posto tra i principali rischi percepiti dalle imprese, subito dopo quelli informatici e prima dell'interruzione dell'attività produttiva. Non è solo una percezione: negli ultimi anni, alluvioni, frane e terremoti hanno causato danni significativi a migliaia di imprese, con conseguenze spesso devastanti per chi non disponeva di adeguate coperture assicurative. Per un albergo o un ristorante, un'alluvione può significare la perdita di attrezzature costose, danni strutturali ingenti e, soprattutto, l'impossibilità di operare per settimane o mesi. In assenza di una polizza adeguata, queste perdite ricadono interamente sull'imprenditore, con il rischio concreto di compromettere la continuità aziendale.
Il gap assicurativo italiano: un rischio sistemico secondo il WWF
Il report del WWF "Affrontare il divario nella copertura assicurativa: fare leva su clima e natura per aumentare la resilienza" (gennaio 2025) evidenzia come il divario di protezione assicurativa contro le catastrofi naturali rappresenti oggi un vero e proprio rischio sistemico per l'economia europea. In Europa, solo il 25% circa delle perdite economiche causate da eventi naturali catastrofici è coperto da polizze assicurative. In Italia, la situazione è ancora più critica: appena il 20% delle perdite è assicurato. Questo significa che l'80% dei danni economici derivanti da terremoti, alluvioni e altri eventi estremi ricade direttamente su famiglie, imprese e, in ultima istanza, sulla collettività attraverso gli interventi pubblici di emergenza. Un gap assicurativo così ampio rappresenta una vulnerabilità strutturale del sistema economico nazionale, rendendo le imprese più fragili di fronte agli shock naturali e meno capaci di riprendersi rapidamente.
Cambiamento climatico: eventi estremi sempre più frequenti dai quali proteggersi
Il contesto in cui si inserisce l'obbligo assicurativo è caratterizzato da un peggioramento progressivo della situazione climatica e ambientale. Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità stanno aumentando sia la frequenza che la portata degli eventi naturali estremi.
Fenomeni meteorologici che un tempo erano considerati eccezionali stanno diventando sempre più comuni: precipitazioni intense concentrate in poche ore, ondate di calore prolungate, tempeste improvvise, frane e alluvioni. L'Italia, per la sua conformazione geografica e geologica, è particolarmente esposta a questi fenomeni; soltanto nel 2024, in Italia si sono verificati 351 eventi climatici, con un incremento di cinque volte rispetto a dieci anni fa.
La combinazione di rischio sismico, idrogeologico e meteorologico rende il territorio nazionale uno dei più vulnerabili d'Europa. Le micro e piccole imprese del settore turistico e della somministrazione, spesso localizzate in aree di pregio paesaggistico ma anche più esposte ai rischi naturali, sono tra i soggetti economici più a rischio.
Il ciclone Harry é la prima catastrofe dopo l’obbligo assicurativo: catastrofe anche di comunicazione
Il ciclone Harry ha recentemente colpito le nostre coste, confermando i cambiamenti climatici in atto come appena descritto. Ma la catastrofe è stata anche relativa alla comunicazione sui mezzi di stampa, in relazione all’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo, alle scoperture della polizza obbligatoria, al fatto che potrebbe venir meno l’intervento statale e a interventi non tutti propriamente centrati sulla materia.
Facciamo chiarezza.
E’ vero, le mareggiate non sono incluse tra gli eventi assicurati, ma se per questo non lo sono anche altri eventi, siano essi assicurabili con altre coperture comuni di mercato (trombe d’aria, flash flood, gelo, sovraccarico di neve), o altre che il mercato assicurativo italiano invece non copre (terremoto, maremoto, inondazione vulcanica), così come appunto le mareggiate. Pertanto, anche prima dell’entrata in vigore della norma le attività danneggiate dal ciclone Harry non avrebbero comunque avuto la possibilità di assicurarsi per tale evento. Inoltre, la copertura obbligatoria non copre obbligatoriamente tutti i beni aziendali, ad esempio le merci o il fermo attività.
Quindi cosa cambia rispetto a prima dell’entrata in vigore della norma?
Lo Stato può intervenire, come in passato, a sostenere con finanziamenti e risorse pubbliche le attività colpite, sia per i beni, i danni e gli eventi non assicurabili con la copertura obbligatoria. Non cambia nulla sotto questo aspetto. Unica differenza è che qualora un’azienda non fosse assicurata con la copertura obbligatoria per le catastrofi naturali, non potrà essere destinataria dei fondi che lo Stato vorrà concedere per il ripristino dei danni subiti. E qui però interviene un’ulteriore norma: le micro e piccole imprese turistico ricettive, di somministrazione di alimenti e bevande, e quelle dei settori pesca e acquacoltura, hanno ricevuto grazie al decreto Milleproroghe 2026 (DL 200/2025) la proroga dell’obbligo al 31 marzo 2026.
Quindi, qualora lo Stato intendesse erogare, come sempre fatto in queste occasioni, fondi pubblici, le sole attività a non beneficiarne sarebbero solo le imprese non assicurate, purché non micro e piccole imprese turistico ricettive, di somministrazione di alimenti e bevande, o dei settori pesca e acquacoltura. E considerando che stiamo trattando di una mareggiata, la quasi totalità delle aziende interessate rientra in queste categorie che beneficiano della proroga dell’obbligo al 31 marzo 2026, potendo così essere beneficiarie di fondi pubblici qualora questi venissero previsti.
Assicurarsi: un passo fondamentale per ridurre il gap assicurativo
Stipulare una polizza catastrofale non significa semplicemente adempiere a un obbligo normativo: rappresenta una scelta strategica di gestione del rischio aziendale che porta vantaggi concreti e misurabili.
- Stabilità finanziaria e sicurezza: una copertura assicurativa adeguata protegge il patrimonio aziendale e garantisce le risorse necessarie per ricostruire e ripartire dopo un evento catastrofico. Per un ristorante o un hotel, poter contare su un indennizzo assicurativo significa la differenza tra ripartire in pochi mesi o chiudere definitivamente.
- Continuità operativa: ridurre drasticamente i tempi di fermo dell'attività significa preservare clienti, dipendenti e fornitori. In un settore competitivo come quello turistico e della ristorazione, ogni giorno di chiusura rappresenta non solo una perdita di fatturato, ma anche il rischio di perdere quote di mercato.
- Contributo alla resilienza del sistema: ogni impresa che si assicura contribuisce a ridurre il gap assicurativo nazionale, alleggerendo il peso sulle finanze pubbliche e favorendo una cultura della prevenzione e della gestione del rischio.
Come scegliere la polizza catastrofale più adatta
Per le micro e piccole imprese del turismo e della ristorazione, scegliere la polizza catastrofale più adatta richiede un'analisi attenta delle specifiche esigenze aziendali. È importante considerare la localizzazione dell'attività e i rischi naturali specifici dell'area geografica, il valore degli immobili, delle attrezzature e delle scorte da proteggere, le caratteristiche costruttive degli edifici e anche la perdita di fatturato durante il periodo di inattività forzata. Affidarsi a intermediari assicurativi specializzati permette di orientarsi tra le diverse opzioni disponibili sul mercato, confrontare le offerte e individuare la soluzione più completa ed economicamente sostenibile per le proprie esigenze specifiche.
Wopta per te Catastrofali Azienda: protezione su misura per le imprese
Wopta Assicurazioni ha sviluppato soluzioni specifiche per supportare micro e piccole imprese nell'adeguamento all'obbligo normativo. Wopta per te Catastrofali Azienda è la polizza dedicata a imprese, proprietari e conduttori che devono adeguarsi al Decreto Legge 213/2023, proteggendo contro terremoti, sismi, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni. Con l'approccio phygital di Wopta – che combina l'efficienza della piattaforma digitale con il supporto personalizzato della rete di collaboratori su tutto il territorio nazionale – le imprese possono ottenere preventivi rapidi e personalizzati, con la certezza di soluzioni assicurative concrete, semplici e adatte alle loro reali esigenze. Sappiamo che la tua azienda è parte di te e che faresti di tutto per proteggerla. Per questo ti supportiamo nella scelta della protezione giusta, con trasparenza e competenza.
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FAQ - Domande e risposte frequenti
La polizza catastrofale per le imprese è obbligatoria? Sì. Le imprese italiane devono stipulare una polizza contro i rischi catastrofali come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. L’obbligo è previsto dalla normativa nazionale e condiziona anche l’accesso a eventuali contributi pubblici in caso di calamità.
Chi ha la proroga al 31 marzo 2026? La proroga riguarda micro e piccole imprese del settore turistico e della ristorazione, come hotel, B&B, bar, ristoranti e pubblici esercizi, oltre ai settori pesca e acquacoltura. Per queste attività l’obbligo assicurativo slitta dal 31 dicembre 2025 al 31 marzo 2026.
Cosa succede se un’impresa non si assicura? L’impresa non assicurata rischia di non poter accedere ai fondi o agli aiuti pubblici concessi dallo Stato dopo un evento catastrofale. Inoltre dovrà sostenere autonomamente tutti i costi di ricostruzione e ripristino dell’attività.
Quali eventi copre la polizza catastrofale obbligatoria? La copertura comprende generalmente terremoti, sismi, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni. Non tutti gli eventi naturali sono inclusi: fenomeni come mareggiate o trombe d’aria possono richiedere coperture aggiuntive specifiche.
La polizza copre anche merci e fermo attività? Non sempre. La copertura obbligatoria tutela principalmente fabbricati e beni aziendali strutturali. Merci, scorte e perdita di fatturato per interruzione dell’attività possono richiedere garanzie integrative facoltative.
Perché assicurarsi anche se esiste l’intervento dello Stato? Gli aiuti pubblici possono essere parziali, lenti e incerti. Una polizza assicurativa garantisce invece un indennizzo più rapido e certo, permettendo all’impresa di ripartire velocemente e ridurre il rischio di chiusura definitiva.
Come scegliere la polizza catastrofale più adatta alla propria impresa? È importante valutare localizzazione, valore degli immobili, attrezzature, scorte e possibile perdita di fatturato. Confrontare più soluzioni o affidarsi a un intermediario specializzato aiuta a costruire una copertura completa e sostenibile.
Quale soluzione offre Wopta per le polizze catastrofali aziendali? Wopta propone Wopta per te Catastrofali Azienda, una soluzione dedicata alle micro e piccole imprese che copre i principali eventi naturali e consente preventivi rapidi online, con il supporto di consulenti sul territorio per una protezione su misura.