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Assicurazioni: uno strumento di protezione e pianificazione finanziaria per le famiglie

Michele LomazziHead of P&C Product di Wopta Assicurazioni

28/05/2024

Questo mese la nostra attenzione è rivolta alle famiglie italiane e in particolare al cosiddetto “Protection Gap” ovvero la differenza tra la necessità di protezione che una persona avrebbe alla luce dei possibili rischi a cui è esposta e le coperture di cui beneficia, siano esse di natura assicurativa o meno.

Oggi le Compagnie mettono infatti a disposizione un’ampia gamma di soluzioni per far fronte ai rischi quotidiani, ma si scontrano con la paradossale tendenza degli italiani a non assicurarsi, che mette a repentaglio la stabilità economica e finanziaria della famiglia al verificarsi di un evento avverso, non assicurato.


Il Protection Gap: evidenza nei numeri

Ogni anno le famiglie italiane si trovano a dover fare i conti con spese impreviste, come quelle mediche e/o da danni causati da eventi come incendi, furti o calamità naturali.

Escludendo tutto il comparto dei veicoli a motore (Auto, Moto, Autocarri), in Italia, l’incidenza dei premi assicurativi sul Prodotto Interno Lordo (PIL) è solo l’1% –– contro la media del 2,6% riferita a Francia, Regno Unito, Spagna, Olanda, Germania (fonte ANIA). Ciò si traduce in una maggiore vulnerabilità ed esposizione ai rischi per le famiglie del nostro Paese, comportando l’erosione del loro patrimonio in caso di eventi sfavorevoli.

Infatti, il rovescio della medaglia è che, a fine settembre 2023, la liquidità ferma su conti correnti e depositi rappresentava 1.572 miliardi € (ben oltre 26.000 € pro-capite) quasi un terzo del totale della ricchezza finanziaria degli italiani, che alla stessa data totalizzava 5.216 miliardi € (fonte FABI).


Il Protection Gap “sanitario”

Nel 2022 la spesa sanitaria “out of pocket” (quella cioè non coperta dai fondi pubblici ma sostenuta direttamente dalle famiglie) ammontava a oltre 41 miliardi di Euro[1] , mentre la spesa sanitaria pubblica era pari a 130 miliardi di Euro. Possiamo anche immaginare che nei prossimi anni quest’ultima aumenterà, sia a causa dell’invecchiamento della popolazione che per la presenza sul mercato di servizi più efficaci ed efficienti, ma inevitabilmente anche più costosi, salvo interventi di finanza pubblica che potrebbero ulteriormente scaricare la spesa sui cittadini, per limitare gli oneri statali.

Ebbene, già oggi, dei 41 miliardi di Euro pagati dai cittadini italiani, solo l’11% è stato intermediato da compagnie assicurative private, fondi sanitari e casse aziendali, mentre le famiglie italiane hanno pagato mettendo mano direttamente al portafoglio circa l’89% di tale importo, pari a quasi €37 miliardi, con una media di circa €600 a testa (neonati compresi).

Rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia è un Paese europeo in cui le famiglie ricorrono maggiormente alle proprie risorse per far fronte a cure mediche: 89% in Italia contro il 62,4% olandese, il 58,5% francese, ma anche il 73,4% spagnolo; ciò comporta che le fasce di popolazione più deboli siano costrette a rinunciare alle cure (nel 2022 ha rinunciato alle cure per motivi economici il 3,2% della popolazione, ovvero quasi 1,9 milioni di persone)[2].

Per fortuna esistono metodi, a supporto dell’intervento statale, per garantire la possibilità di accedere a servizi e prestazioni sanitarie, salvaguardando anche le capacità finanziarie: sono le coperture assicurative sanitarie private.


Il Protection Gap “immobiliare”

Non solo sanità, il Protection Gap del Paese si riflette anche sul mercato immobiliare. La maggior parte degli italiani si pone come obiettivo l’acquisto di una casa di proprietà (quasi 8 italiani su 10 vivono in case di proprietà), ma sono ancora pochi quelli disposti a sottoscrivere una protezione, segnando un ritardo rispetto ai nostri vicini europei.

Tra l’altro, sebbene quasi la metà degli immobili ad uso abitativo sia coperto da una polizza contro l’incendio, la sottoscrizione di questo tipo di assicurazioni è comunque legato alla stipula del mutuo, con soluzioni minime e di base.

Molto bassa è anche l’incidenza di coperture per le abitazioni contro catastrofi naturali, solo il 3%, nonostante la quasi totalità del territorio italiano sia soggetto a rischio terremoto e/o idrogeologico.

Infatti, per questo motivo, in Italia, l’indennizzo per danni legati alle catastrofi naturali è demandato interamente allo Stato (che però non ha alcun obbligo, di legge o costituzionale, ad intervenire). Un approccio non più sostenibile in prospettiva, considerando l’attuale contesto di cambiamenti climatici e la scarsità delle risorse pubbliche che, conseguentemente, ricadono su lunghi tempi di intervento per la ricostruzione. Innanzitutto lo Stato dovrebbe orientare l’intervento in termini di prevenzione, ovvero cura del territorio e incentivi per riqualificazione antisismica del patrimonio abitativo. Il rischio residuale sarebbe cosi sostenibile dal sistema assicurativo privato.


Altri Protection Gap

Gli esempi sono innumerevoli: dai rischi legati alla responsabilità civile per danni causati ad altri privati (inclusi gli animali domestici), i rischi per mancato reddito da infortunio, malattia o ancora quelli in caso di decesso e di lascito di un capitale a garantire il tenore di vita ai propri cari. Ma, senza voler entrare troppo nel dettaglio, parleremo di questi rischi in futuro, approfondendo anche il Protection Gap sanitario ed immobiliare.


Perché allora scegliamo di non assicurarci?

Forse il primo motivo è la mancanza di consapevolezza riguardo l'importanza delle coperture assicurative nella nostra vita quotidiana: non se ne comprendono i benefici e si percepisce l’acquisto di polizze come una spesa “inutile” piuttosto che un investimento per garantire la sicurezza finanziaria propria e della propria famiglia.

Quante volte si pensa “Se pago e non succede nulla, ho buttato via i soldi”, ma qui entra in gioco la percezione verso il rischio stesso che porta a sottovalutare la probabilità che eventi negativi possano verificarsi e ad adottare un atteggiamento fatalista: “se capita poi ci pensiamo”.

Quindi, tornando alle famiglie, queste preferiscono risparmiare denaro per far fronte a esigenze di protezione (si vedano i dati sulle giacenze liquide sui conti correnti sopra menzionati), con una visione di breve termine, piuttosto che investire in polizze assicurative intese come non necessarie, senza tenere conto del vantaggio e dei benefici sul lungo termine.

Però, soffermiamoci ora un attimo su questo punto: quanto dobbiamo risparmiare per avere a disposizione un importo sufficiente a sostenere il costo di ristrutturazione della casa dopo un incendio, un’alluvione, un terremoto? E per quanto tempo bisognerà accumulare capitale per averne a sufficienza? E a quale costo? E per un’urgente ed importante spesa medica? E se si dovesse perdere la capacità di produrre reddito? E se il cane dovesse inavvertitamente assalire e ferire gravemente un’altra persona?

Qual è il risparmio minimo da accumulare per rispondere a tutti questi rischi? Basterebbe una vita per accumularlo? E a quale costo e con quali rinunce?

Ribadiamolo: sul mercato assicurativo esistono già soluzioni assicurative per coprire eventuali danni causati da tutti questi casi, e, come se non bastasse, enti, sia pubblici che privati, sono impegnati in campagne di informazione e formazione per educare i cittadini a una maggiore cura finanziaria e assicurativa. Ad esempio, l’IVASS (l’istituto pubblico di vigilanza sulle assicurazioni private) ha recentemente lanciato una serie di podcast per informare gli italiani riguardo le principali coperture assicurative, i diritti e i vantaggi di assicurarsi.

È possibile ascoltare “Impara con Ivass” sulle principali piattaforme streaming; inoltre, anche disponibile un quiz online per verificare quanto ne sapete di assicurazione.

Speriamo che quest’articolo abbia contributo a stimolare riflessioni sui rischi e la possibilità di gestirli efficacemente, per ridurre il Protection Gap assicurativo delle famiglie italiane e l’importanza di rivolgersi a professionisti del settore assicurativo. Come i nostri Wopters, oltre 150 specialisti della protezione, presenti su tutto il territorio italiano, che individuano i bisogni assicurativi specifici e le esigenze personali di ciascuna famiglia (e impresa o professionista) al fine di proporre soluzioni ad hoc, con costi adeguati per tutelare dai rischi e garantire tranquillità e sicurezza.

A questo link puoi prenotare subito un appuntamento se hai bisogno di una soluzione su misura per le tue esigenze.

E per saperne di più su come garantire un sostegno economico a te e alla tua famiglia, in caso di imprevisti che possono compromettere la capacità di produrre reddito, visita la pagina dedicata a Wopta per te Vita sul nostro sito.



[1] Gimbe: cresce la spesa sanitaria a carico delle famiglie, oltre 1,9 milioni di persone hanno rinunciato alle cure per problemi economici, 9 aprile 2024 https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2024-04-09/gimbe-cresce-spesa-sanitaria-carico-famiglie-19-milioni-persone-ha-rinunciato-cure-090543.php?uuid=AFfskjJB

[2] Gimbe: cresce la spesa sanitaria a carico delle famiglie, oltre 1,9 milioni di persone hanno rinunciato alle cure per problemi economici, 9 aprile 2024 https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2024-04-09/gimbe-cresce-spesa-sanitaria-carico-famiglie-19-milioni-persone-ha-rinunciato-cure-090543.php?uuid=AFfskjJB